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lunedì 6 maggio 2024

Soccorso Rosso

 Prima edizione: gennaio 1976

Nota dell'editore
Questo libro è stato coordinato dalla commissione informazione e documentazione del Soccorso Rosso. Inutile spiegare qui cos'abbia rappresentato in questi anni il Soccorso Rosso, quale importante ruolo abbia svolto nel denunciare i crimini fascisti, nello smascherare le stragi di stato, nell'assicurare difesa legale ai militanti di sinistra, vittime della repressione.
Certo, si tratta di un libro scomodo. Conosciamo i giudizi espressi dalla sinistra e dalla nuova sinistra sulle Brigate Rosse: provocatori, spie, avventurieri, fascisti, delinquenti, intellettuali piccolo-borghesi, schizofrenici, velleitari Robin Hood infatuati del sogno impossibile della rivoluzione a breve scadenza. Giudizi sommari che non discendono necessariamente dalla condanna di azioni e metodi contrari agli ordinamenti della nostra democrazia e che si giustificano tutt'al piú nel vivo di una polemica quotidiana che bada agli scopi immediati piuttosto che alle sottili differenze concettuali. Ma in una serena analisi politica il problema delle Brigate Rosse andava trattato in modi meno superficiali, senza falsificazioni né travisamenti.
In questi anni l'informazione sulle Brigate Rosse, dentro la sinistra, è stata viziata da una passionalità, da un trepido desiderio di prendere le distanze, che non hanno impedito le oscure manovre del potere, intese ad estendere a macchia d'olio le accuse di connivenza e a perpetrare arbitri procedurali nei confronti dei "sospetti." Cosí l'orrore per le Brigate Rosse ha avallato il tentativo di criminalizzare il dissenso radicale, ha favorito in Italia, sull'esempio tedesco, l'avviarsi di una severa legislazione repressiva e l'annullarsi di ogni discrimine fra prevenzione e repressione. Si è arrivati all'assurdo di protestare e di indignarsi per le pene inflitte ai terroristi di mezzo mondo e di sorvolare (con poche lodevoli eccezioni) sull'enorme condanna (30 anni) inflitta al giovanissimo brigatista italiano Massimo Maraschi, presunto autore di un sequestro andato a vuoto. Nessuno stupore, dunque, che l'editoria democratica italiana sia prolifica di libri sulla guerriglia in tutto il mondo e manchi di analisi serie sul fenomeno delle Brigate Rosse e che la stampa periodica disinformi sistematicamente ricorrendo agli artifici retorici dell'esecrazione e del vilipendio.
Da ciò si deduce la necessità di fare chiarezza sull'argomento partendo proprio dall'esame particolareggiato dell'atteggiamento assunto dalla stampa. Il libro del Soccorso Rosso è un tentativo onesto in questa direzione. La sinistra è ormai abbastanza forte e matura per esprimere in proposito un giudizio libero ed obiettivo. L'opinione pubblica, e il 15 giugno [elezioni regionali 1975] lo ha dimostrato, è sempre piú refrattaria a eventuali manovre reazionarie tendenti a fare delle Brigate Rosse tutto un fascio col resto della sinistra. Le posizioni di partiti e gruppi sono chiare e la buona fede scontata: si sa chi vuole il compromesso storico, chi accetta il gioco democratico e chi non lo vuole; chi desidera andare al governo e chi punta sulla "lotta sempre piú dura."
Se abbiamo pubblicato questo libro, e in questo particolare momento, è proprio per offrire al pubblico quel servizio che altri non gli hanno fornito e che dovrebbe essere invece peculiare di un editore moderno: l'informazione spassionata.

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